Istituto di formazione politica "Pedro Arrupe"
centro studi sociali
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Fonte foto: ansa

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Un’assunzione di responsabilità

29 Apr 2015

Da un drammatico disastro umano che è durato troppo tempo

deve nascere una società che sarà la fierezza dell’umanità (…).

Il tempo di curare le ferite è arrivato.

Il tempo di riempire i fossati che ci separano è arrivato.

Il tempo di costruire è arrivato.

Nelson Mandela

(Spech after election as President, Sudafrica 1994)

 

L’Istituto Arrupe invita le istituzioni politiche, in particolare l’Unione europea, ad un’assunzione di responsabilità di fronte agli ultimi fatti tragici avvenuti nel Mediterraneo, nella consapevolezza che la politica è la capacità di compiere delle scelte per il bene comune e per la piena realizzazione dei diritti umani di ogni persona di qualsiasi razza, etnia, religione e cultura.

Chiediamo all’Unione europea il coraggio di una scelta che veda nel Mediterraneo, nel Mare Nostrum, il luogo dove la pace si costruisce a partire dall’accoglienza di chi è più debole e fragile e dove può nascere una nuova umanità solidale e multietnica.

Per questo motivo, come rete delle attività sociali dei gesuiti in Italia, Jesuit Social Network (JSN), condividiamo e sosteniamo le proposte che il Centro Astalli ha pubblicato come ultimo appello di un lungo percorso di analisi e ricerca di soluzioni nel comunicato stampa qui di seguito allegato.

Esprimendo ancora una volta il più profondo cordoglio per centinaia di vittime innocenti nel Mar Mediterraneo, chiediamo alle istituzioni nazionali ed europee misure immediate:

– Attivare immediatamente un’operazione di soccorso e salvataggio ad ampio raggio. Oggi paghiamo il prezzo altissimo della scelta nefasta di interrompere l’operazione Mare Nostrum e sostituirla ipocritamente con Triton che ha il solo mandato di controllare le frontiere e non di salvare vite umane.

– Applicare il prima possibile tra gli Stati europei il mutuo riconoscimento dello status di rifugiato in modo da garantire un’equa ripartizione dei rifugiati all’interno dell’Unione. Solo questa è la strada per assicurare standard di accoglienza e integrazione adeguati e avere un controllo maggiore sui flussi.

– Fare in modo che tutti gli Stati dell’Unione accolgano in modo proporzionale i migranti forzati. Al momento solo 6 dei 28 Stati membri accolgono chi riesce a giungere vivo in Europa in fuga da guerre e persecuzioni.

P. Camillo Ripamonti, presidente Centro Astalli: “Oggi scriviamo una pagina nera della storia dell’Unione europea e dell’umanità intera. Si ponga fine immediatamente al massacro creando canali umanitari sicuri e spezzando l’assurdo monopolio dei trafficanti di essere umani”.

Comunicato JSN

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